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Deficit visivo: una correlazione con il rischio di demenza

Il deficit visivo è associato a un aumento del rischio di demenza, soprattutto nei pazienti con una peggiore acuità visiva. Lo rivela uno studio pubblicato sull’“American Journal of Ophthalmology” da Zhuoting Zhu, dell’Accademia di Scienze mediche di Guangzhou, in Cina, e colleghi, sottolineando l’importanza dello screening visivo e del trattamento efficace per il deficit visivo.
Gli autori sostengono che finora l’associazione tra deficit visivo e rischio di demenza incidente è stata scarsamente considerata nella letteratura.

Per colmare questa mancanza, hanno considerato nel loro studio 117.187 soggetti senza demenza al basale, di età compresa tra 40 e 69 anni, per il 54,4% donne, i cui dati sono stati raccolti nello UK Biobank Study (2006-2010). I ricercatori hanno definito il deficit visivo come acuità visiva a distanza abituale peggiore di 0,3 logMAR nell’occhio che vede meglio. Per determinare la demenza incidente nei partecipanti sono stati utilizzati i registri dei pazienti ospedalieri e dei decessi collegati elettronicamente.

Durante un follow-up mediano di 5,96 anni, dopo aver aggiustato per i potenziali fattori confondenti, la presenza di deficit visivo era significativamente associata a un rischio più elevato di demenza incidente (hazard ratio [HR]=1,78). Inoltre, i ricercatori hanno osservato un’associazione tra la gravità del deficit e il rischio di demenza (p per la tendenza =0,002). Il più alto rischio di demenza è risultato associato al deficit visivo grave (HR=3,53).
Secondo le conclusioni degli autori, questi nuovi dati hanno indicato che gli individui con deficit visivo sono associati con un rischio maggiore di sviluppare demenza incidente, suggerendo che tale deficit può essere un fattore di rischio modificabile per la demenza.

Ultimo aggiornamento il 5 Ottobre 2021 di Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico

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