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Migliori Prestazioni Cognitive Con Il Consumo Di Cibi Di Origine Vegetale

Migliori prestazioni cognitive con il consumo di cibi di origine vegetale

Valutati gli effetti di frutta, verdura e succo d’arancia

Il consumo giornaliero di verdura, frutta e succo d’arancia per due decenni è correlato a migliori risultati della funzione cognitiva soggettiva misurata in soggetti di sesso maschile di mezza età e anziani, secondo i risultati di uno studio pubblicati sulla rivista Neurology da Walter Willett e colleghi della Harvard Medical School di Boston, negli Stati Uniti.

Nello studio sono stati considerati quasi 28.000 pazienti con un’età media di 51 anni arruolati nel 1986. A partire dall’arruolamento, i partecipanti hanno risposto, ogni 4 anni fino al 2002, a un questionario dietetico completo su frequenza di consumo di alimenti di origine vegetale: 24 tipologie di verdure, 13 di frutta e cinque prodotti a base di succo di frutta. Gli investigatori hanno poi valutato i punteggi riguardanti la funzione cognitiva soggettiva due volte, nel 2008 e nel 2012, con un questionario di sei domande. I punteggi di ciascun soggetto per entrambe le valutazioni sono stati classificati complessivamente in tre categorie come buoni, moderati e scarsi. I punteggi sono poi stati aggiustati per i principali fattori non dietetici e il consumo totale di energia.

Secondo i risultati dell’analisi statistica, i partecipanti con una maggiore assunzione totale di verdura, frutta e succo di frutta hanno avuto probabilità inferiori di punteggio moderato/scarso. I ricercatori hanno poi paragonato quintile superiore di introito di alimenti vegetali al quintile inferiore: l’odds ratio è risultato di 0,83 per valori di funzione cognitiva moderati e di 0,66 per valori scarsi. Inoltre, l’assunzione giornaliera di succo d’arancia è risultata associata a una minore probabilità a lungo termine di scarsi punteggi di funzione cognitiva rispetto all’assunzione di meno di una porzione al mese.

Secondo le conclusioni degli autori, i risultati depongono a favore di un benefico effetto del consumo di frutta, verdura e succo d’arancia, anche se i criteri d’inclusione ristretti ai soli soggetti maschi limitano la loro generalizzabilità.

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