skip to Main Content

Ictus, poca attenzione al rischio osteoporosi dopo l’evento

Raramente i pazienti vengono sottoposti a densitometria o assumono farmaci

L’ictus è un riconosciuto fattore di rischio per osteoporosi, e quindi di cadute e fratture. La comprensione di come viene gestita l’osteoporosi dopo un evento ictale è  di fondamentale importanza per individuarne le lacune e per guidare gli interventi indirizzati a migliorare prevenzione e terapia.

In quest’ottica s’inserisce un nuovo studio pubblicato sulla rivista Stroke da Eshita Kapoor dell’Università di Toronto e colleghi che hanno individuato nell’Ontario Stroke Registry i pazienti di età maggiore di 65 anni che sono stati visitati in unità di pronto soccorso o sono stati ricoverati per ictus in 11 centri regionali di ictus in Ontario, Canada e dimessi in vita, per un campione complessivo di 16.581 pazienti. Gli autori hanno calcolato l’incidenza cumulativa di screening con densitometria minerale ossea e di trattamento con farmaci per la prevenzione delle fratture, entro un anno dopo l’ictus, tenendo conto del rischio di morte concomitante.

Utilizzando modelli statistici, hanno poi stimato l’effetto di varie covariate sul rischio di densitometria minerale ossea e di farmacoterapia per l’osteoporosi.

Dall’analisi dei dati è emerso che il 5,1% del campione complessivo e il 2,9% dei soggetti senza precedenti esami strumentali sono stati sottoposti a screening di densità minerale ossea, mentre il 15,5% complessivo e il 3,2% di quelli non precedentemente in trattamento hanno ricevuto una prescrizione di farmaci per la prevenzione delle fratture entro un anno dall’ictus.

Il sesso femminile, l’osteoporosi precoce, le cadute post-ictus e le fratture sono risultati associati a un aumento dei tassi di farmacoterapia per l’osteoporosi.

Secondo le conclusioni dello studio, i pazienti con ictus recente vengono sottoposti raramente a screening e a trattamento per l’osteoporosi. Il lavoro futuro dovrebbe quindi concentrarsi sull’identificazione e sul trattamento di pazienti a maggior rischio.

 

Ultimo aggiornamento il 20 Maggio 2019 di Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

Back To Top