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Verso una terapia personalizzata anche nella sclerosi multipla

Presentati ai Biomarker Day gli studi condotti per tracciare un nuovo percorso

Quattordici studi indipendenti sulla sclerosi multipla, tutti incentrati sull’uso dei biomarcatori molecolari: è questo il frutto dell’impegno di Merck per stimolare la ricerca sulla malattia, presentato recentemente a Firenze nella seconda edizione dei Biomarker Day. L’idea che guida il progetto è che anche in questa come in altre patologie, sia importante fare ricorso a una medicina sempre più personalizzata. Purtroppo però i biomarcatori, che sono un importante strumento in questo senso, non consentono attualmente di individuare il trattamento per la sclerosi multipla più indicato caso per caso. Fortunatamente, grazie a iniziative come questa, sta crescendo l’interesse per i biomarcatori anche in questo specifico campo neurologico.

“Con 350 anni di storia alle spalle, Merck prosegue il suo impegno a supporto dell’innovazione continua in medicina”, ha commentato Antonio Messina, a capo del business biofarmaceutico di Merck in Italia. “Nell’area della sclerosi multipla, in particolare, siamo presenti da vent’anni, con una grande e continua attenzione ai bisogni della comunità scientifica e dei pazienti: a riprova di ciò, recentemente, Merck ha ricevuto l’approvazione da parte dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) per un nuovo trattamento per la sclerosi multipla: cladribina compresse. Nel corso dell’edizione 2.0 del Biomarker Day sono stati presentati progetti di ricerca orientati ad approfondire il ruolo di questa molecola nell’attuale scenario terapeutico”.

Ultimo aggiornamento il 25 Giugno 2018 di Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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