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Neurodegenerazione e disturbi psichiatrici: la correlazione in due proteine

La coaggregazione di TDP-43 e di DISC1 è associata alla demenza frontotemporale

In alcune malattie neurodegenerative possono emergere disturbi psichiatrici: il meccanismo sottostante questa evidente correlazione è rimasto finora un mistero. Ora un nuovo studio apparso sulla rivista Biological Psychiatry a firma di Motomasa Tanaka, del RIKEN Brain Science Institute di Wako, in Giappone, ha chiarito che la coaggregazione della proteina TDP-43 e della proteina DISC1 è un segno distintivo di un processo patologico che porta alla demenza frontotemporale.

Gli accumuli diTDP-43/DISC1 infatti interrompono la produzione di nuove proteine nei neuroni, cruciale per le funzioni cerebrali superiori che risultano compromesse nei disturbi psichiatrici. Gli autori sono arrivati a questa conclusione documentando la presenza di coaggregati di proteine nel tessuto cerebrale post mortem di pazienti con demenza frontotemporale e in un modello murino di questa malattia. In questo modello, gli animali erano iperattivi e mostravano anomalie nelle interazioni sociali, così come avviene in molteplici disturbi psichiatrici negli esseri umani. Tali comportamenti dei roditori, tuttavia, regrediscono proprio con la somministrazione di DISC1.


“La coaggregazione di TDP-43 e DISC1 è in grado di interrompere la traduzione dendritica, attività dipendente delle proteine, riducendo di conseguenza l’espressione proteica delle sinapsi”, ha sottolineato Tanaka.

Da qui nasce l’ipotesi che proprio la coaggregazione sia alla base dei disturbi psichiatrici.

Ultimo aggiornamento il 15 Maggio 2018 di Pierpaolo Benini

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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