
PM2,5 e demenza: nuove prove di un legame neuropatologico
L’esposizione all’inquinamento atmosferico da particolato fine (PM 2,5) può aumentare il rischio di demenza. È quanto si legge nelle conclusioni di un articolo apparso sulle pagine di “JAMA Neurology” a prima firma di Boram Kim, dell’Università della Pennsylvania a Philadelphia, negli Stati Uniti.
Il risultato emerge da uno studio di coorte sui dati relativi ai casi di autopsia raccolti dal 1999 al 2022 presso il Center for Neurodegenerative Disease Research Brain Bank dell’Università della Pennsylvania. I dati sono stati analizzati da gennaio a giugno 2025. I partecipanti includevano 602 casi con forme comuni di demenza e/o disturbi del movimento e controlli anziani, dopo aver escluso 429 casi con dati mancanti sulle misure neuropatologiche, sui fattori demografici, sul genotipo APOE o sull’indirizzo di residenza.
La concentrazione media di PM 2,5 nell’anno precedente al decesso o all’ultima valutazione della Clinical Dementia Rating Sum of Boxes (CDR-SB) è stata stimata utilizzando un modello di previsione spazio-temporale agli indirizzi di residenza.
La gravità della demenza è stata misurata mediante i punteggi CDR-SB. Sono state classificate o stadiate dieci misure neuropatologiche associate alla demenza che rappresentano la malattia di Alzheimer, la malattia con corpi di Lewy, l’encefalopatia da proteina TDP-43 (transactive response DNA-binding protein 43 kDa) prevalentemente limbica legata all’età e la malattia cerebrovascolare. Sono stati utilizzati modelli lineari, logistici e di equazioni strutturali per esaminare le associazioni tra PM 2,5, CDR-SB e misure neuropatologiche, correggendo per i fattori demografici e lo stato dell’allele ε4 dell’APOE.
In un totale di 602 casi di autopsia (età mediana [IQR] al momento del decesso, 78 [71-85] anni; 328 maschi [54,5%] e 274 femmine [45,5%]), una maggiore esposizione al PM2,5 prima del decesso era associata a un aumento delle probabilità di cambiamenti neuropatologici più gravi della malattia di Alzheimer (ADNC) (odds ratio, 1,19; IC al 95%, 1,11-1,28). In un sottogruppo di 287 casi con registrazioni CDR-SB (età mediana [IQR] al momento del decesso, 79 [72-86] anni; 154 [53,7%] maschi e 133 femmine [46,3%]), una maggiore esposizione al PM 2,5 prima della valutazione CDR-SB era associata a un maggiore deterioramento cognitivo e funzionale (β = 0,48; IC al 95%, 0,22-0,74). Infine, il 63% dell’associazione tra una maggiore esposizione al PM 2,5 e un maggiore deterioramento cognitivo e funzionale era statisticamente mediato dall’ADNC (β = 0,30; IC al 95%, 0,04-0,53).


