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Fibrillazione atriale e ictus cardio-embolico aumentano il rischio di delirio post-ictus

La fibrillazione atriale (FA) e l’ictus cardio-embolico possono contribuire ad aumentare il rischio di delirio post-ictus, secondo i risultati di uno studio pubblicato su “World Neurosurgery” da Xuehua Xiong dell’Università di Chongqing, in Cina, e colleghi.

Il delirio, un comune disturbo clinico comportamentale caratterizzato da disturbi della coscienza, dell’orientamento, della consapevolezza, del pensiero e della memoria, si sviluppa in un breve periodo di tempo e contribuisce a un’elevata mortalità e a risultati funzionali scadenti. Il tasso di insorgenza del delirio è dell’11%-42%. Il delirio post-ictus è un’importante categoria di delirio con stime di prevalenza che variano dal 13% al 48%, a seconda degli studi.

Xiong e colleghi hanno condotto una revisione sistematica e una meta-analisi che ha incluso 18 studi osservazionali condotti dal 1991 al 2021, che hanno valutato complessivamente 6291 pazienti con storia di ictus.

Dall’analisi statistica è emerso che la FA  è associata a un rischio maggiore di delirio post-ictus (odds ratio: 2,30, IC al 95%: 2,00-2,65, p< 0,0001). È stato inoltre riscontrato che l’ictus cardio-embolico presenta un rischio maggiore di delirio rispetto ad altri tipi di ictus in base alla classificazione Trial of Org 10172 in Acute Stroke Treatment (odds ratio: 2,02, IC al 95%: 1,47-2,79, p< 0,0001).

Gli autori nelle conclusioni dell’articolo scrivono:

La nostra meta-analisi ha suggerito che la fibrillazione atriale e l’ictus cardio-embolico contribuiscono ad aumentare il rischio di delirio dopo l’ictus. Inoltre, l’esatto meccanismo fisiopatologico responsabile di questa associazione dovrebbe essere ulteriormente indagato”.

 

aggiornato il 26/10/2022 da Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico