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Sclerosi Multipla, obesità e infiammazione fattori di rischio sinergici

Sottolineato ancora una volta il nesso tra obesità e infiammazione

Livelli di BMI indicativi di sovrappeso/obesità all’età di 20 anni, una pregressa mononucleosi infettiva o alti livelli di anticorpi dell’antigene nucleare Epstein-Barr 1 (EBNA-1), agiscono in sinergia nell’elevare il rischio di sclerosi multipla (SM). È quanto emerso da uno studio pubblicato sulla rivista “Neurology: Neuroimmunology & Neuroinflammation” da Anna Karin Hedström del Karolinska Institutet di Stoccolma, in Svezia, e colleghi.

Gli autori hanno considerato i dati dell’Epidemiological Investigation of Multiple Sclerosis (EIMS) e del Genes and Environment in Multiple Sclerosis (GEMS), due studi caso-controllo svedesi basati sulla popolazione sui fattori di rischio ambientali e genetici per la SM. Nel primo studio, i casi di SM appena diagnosticati sono stati reclutati da cliniche neurologiche e associati a due controlli selezionati a caso dal registro nazionale della popolazione del paese, abbinati per categorie di età di cinque anni, sesso e area residenziale. Lo studio GEMS considerava invece soggetti inclusi nel registro nazionale svedese per la SM, ognuno dei quali è stato abbinato a un controllo con gli stessi criteri di EIMS.

L’analisi mostra che la combinazione di due fattori di rischio, sovrappeso/obesità all’età di 20 anni e una storia di infezione da mononucleosi, hanno aumentato sinergicamente il rischio di SM di cinque volte rispetto ai controlli. Al contrario, i soggetti non sovrappeso con storia di mononucleosi avevano un rischio aumentato del 90% di SM e quelli con sovrappeso/obesità all’età di 20 anni (BMI I ≥25 kg/m2) senza storia di mononucleosi avevano un rischio aumentato del 40%.

“Lo stato di obesità  induce un’infiammazione cronica immuno-mediata e colpisce la risposta immunitaria cellulare alle infezioni, che possono contribuire a spiegare i nostri risultati”, scrivono gli autori nelle conclusioni. “I dati rafforzano l’importanza degli sforzi di intervento contro l’obesità infantile e adolescenziale per ridurre l’incidenza della sclerosi multipla”.

 

Ultimo aggiornamento il 1 Marzo 2021 di Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico

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