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La stimolazione del nervo vago è efficace sui sintomi motori del Parkinson

La stimolazione non invasiva del nervo vago (nVNS) può migliorare la deambulazione e altri sintomi motori nei pazienti con malattia di Parkinson. È quanto emerso da una ricerca pubblicata su “Nature” da Banashree Mondal, dell’istituto di Neuroscienze di Kolkata, in India.

La neurostimolazione è già usata per trattare l’epilessia, l’emicrania e la cefalea a grappolo, e per questo gli autori hanno ipotizzato che possa essere usata per affrontare la neuroinfiammazione nella malattia di Parkinson.

Si tratta di uno studio randomizzato, in doppio cieco, incrociato, controllato con placebo, che ha coinvolto 36 soggetti con malattia di Parkinson, 17 dei quali assegnati in modo casuale a ricevere la nVNS e 19 a ricevere una stimolazione placebo.

I ricercatori hanno esaminato in particolare l’effetto del trattamento sul “congelamento” della marcia e misurato i biomarcatori sierici dell’infiammazione e dello stress ossidativo, nonché il fattore neurotrofico cerebrale (BDNF).

Hanno così scoperto che nel braccio con trattamento nVNS attivo, la velocità è aumentata in media del 16% (p =0,018), la lunghezza del passo è aumentata dell’11% (p =0,021) e la durata del passo è diminuita del 16% (p =0,003). Non ci sono stati cambiamenti significativi nella velocità (2,3%; p =1,0), lunghezza del passo (1%; p =1,0) o durata del passo (1,7%; p =0,708) nel gruppo placebo.

Gli autori della ricerca hanno dichiarato:

Nel complesso, i nostri risultati forniscono la prima prova che la nVNS sottoregola le principali citochine proinfiammatorie, sovraregola il BDNF e aumenta i livelli di antiossidanti in pazienti con malattia di Parkinson, e che il nVNS potrebbe avere effetti modificanti la malattia”

Ultimo aggiornamento il 21 Settembre 2021 di Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico

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