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Epilessia, come è cambiato il trend delle cause di decesso tra i pazienti

Cala la mortalità per eventi cardiaci di natura ischemica epilessia-correlati.

Uno studio recentemente pubblicato su Acta Neurologica Scandinavica (1) da ricercatori della UCLA University indica un declino del 34,4% dei casi di morte da eventi cardiaci in soggetti epilettici fra i quali i casi di decesso per qualsiasi ragione calano del 25%.

Se nella popolazione generale USA la percentuale di decessi per cause cardiache cala del 29,9%, quelli per stroke o neoplasie degli epilettici invece aumentano significativamente (p <0.001).

Il riscontro dei ricercatori della UCLA ben si correla al declino del 36% dei casi di morte da SUDEP riportato al congresso AES 2018 dell’American Epilepsy Society dai ricercatori della Columbia University diretti da Daniel Foreman che sottolineavano come il maggior calo di decessi si fosse verificato nei ceti più abbienti che possono usufruire di un migliore accesso alle cure e agli esami specialistici (2). La SUDEP (Sudden Unexpected Death in Epilepsy) è la causa di morte più spesso associata a epilessia: la sua frequenza annuale è di 1 caso ogni mille pazienti per lo più nella fascia d’età 20-40 anni (2) nel 63% dei casi di sesso maschile, che si riduce nell’infanzia a 1 caso ogni 4.500 (3).

Il rischio cala ulteriormente se il paziente è libero da crisi grazie alla terapia, mentre in presenza di 3 o più accessi all’anno aumenta a 18 casi su 1.000, soprattutto in caso di politerapia (4).

Da una decina d’anni si studiano eventuali correlazioni con aritmie da anomalie atriali riscontrate nel 42% dei pazienti ospedalizzati (5). L’incidenza resta comunque di 0,7-1,3/1.000 pazienti ed è stato ipotizzato un derangement autonomico funzionale del network insula, cingolo anteriore e corteccia prefrontale ventromediale.

Dal canto loro i ricercatori della Columbia sottolineano come il riscontro di cardiopatia ischemica riportato nel loro studio costituisca un elemento del tutto nuovo e significativo, meritevole di attenzione e di ulteriori approfondimenti e che potrebbe aprire una nuova chiave di lettura anche per la SUDEP, senza trascurare il precoce riconoscimento e trattamento di altre cause risultate in crescita come neoplasie e stroke. Non peraltro nella popolazione generale il miglioramento delle cure ha portato a un calo del 39,9% dei decessi per cardiopatie.

Bibliografia

  1. Christopher M. DeGiorgio et al: Changes in epilepsy causes of death: A US population study, Acta Neurologica Scandinavica, First published: 16 July 2021 | https://doi.org/10.1111/ane.13500
  2. Esma Cihan et al: Temporal trends and autopsy findings of SUDEP based on medico-legal investigations in the United States, Neurology, Epub 2020 Jul 7. 2021-08-18, DOI: 1212/WNL.0000000000009996
  3. Samden Lhatoo, Jeffrey Noebels, Vicky Whittemore, NINDS Center for SUDEP Research: Sudden unexpected death in epilepsy: Identifying risk and preventing mortality, Epilepsia, 2015 Nov;56(11):1700-6, DOI: 10.1111/epi.13134
  4. Jeffrey L Noebels et al: Predicting the impact of sodium channel mutations in human brain disease, Epilepsia, 2019 Dec;60 Suppl 3(Suppl 3):S8-S16. doi: 10.1111/epi.14724
  5. Hesdorffer, D. C., Tomson, T., Benn, E., Sander, J. W., Nilsson, L., Langan, Y., Walczak, T. S., Beghi, E., Brodie, M. J., Hauser, W. A. and for the ILAE Commission on Epidemiology; subcommission on Mortality (2011), Do antiepileptic drugs or generalized tonic–clonic seizure frequency increase SUDEP risk? A combined analysis. Epilepsia. doi: 10.1111/j.1528-1167.2011.03354.

Ultimo aggiornamento il 5 Agosto 2021 di Alessandro Visca

Cesare Peccarisi

Giornalista scientifico, neurologo, editorialista del Corriere Salute, già Responsabile della comunicazione scientifica dell’Istituto Neurologico Besta di Milano e di diverse Società Scientifiche Italiane

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