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Glicemia correlata al declino cognitivo nei soggetti anziani obesi

L’associazione è emersa negli Stati Uniti da uno studio su 478 soggetti over 65

Nei soggetti anziani con obesità addominale, livelli ematici di glucosio costantemente elevati sono correlati a una maggiore probabilità di andare incontro a declino cognitivo, mentre negli adulti più anziani senza obesità addominale il rischio di declino cognitivo sembra aumentare con i livelli dell’ormone adiponectina. È quanto emerso da uno studio pubblicato online sul “Journal of the American Geriatrics Society” da Mary Ganguli dell’Università di Pittsburgh, in Pennsylvania, e colleghi.

Gli autori hanno coinvolto nella loro ricerca 478 individui di età pari o superiore ai 65 anni raccogliendo campioni ematici a digiuno e analizzando in particolare i marcatori di glicemia (glicemia ed emoglobina glicata, HbA1c), della resistenza all’insulina, dell’obesità (resistina, adiponectina e GLP-1) e dell’infiammazione (proteina C reattiva). Questi parametri sono stati valutati quali predittori del declino della cognizione globale.

I ricercatori hanno così scoperto che i valori di HbA1c erano significativamente associati al declino cognitivo. Anche quando si stratificano i partecipanti in base al rapporto tra circonferenza della vita e dei fianchi, HbA1c è rimasto associato al declino cognitivo nei soggetti con valori più elevati di questo rapporto. Nei partecipanti con rapporto vita/fianchi più basso, nessun indice metabolico è stato associato al declino cognitivo. Nessun predittore è stato identificato nei partecipanti di età compresa tra 87 e 88 anni. Nei partecipanti con rapporto vita/fianchi più bassi di età inferiore agli 87 anni, valori di adiponectina maggiori o uguali a 11 sono risultati associati a un declino cognitivo più rapido.

Ultimo aggiornamento il 10 Marzo 2020 di Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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