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Lesioni Cardiache Frequenti Nei Pazienti Con Amnesia Globale Transitoria

Lesioni cardiache frequenti nei pazienti con amnesia globale transitoria

La correlazione è emersa da un’analisi statistica basata sui livelli di troponina cardiaca

Nei pazienti con amnesia globale transitoria (AGT) è relativamente frequente riscontrare una lesione miocardica, evidenziata da un incremento dei livelli di troponina cardiaca (cTn). È quanto emerso, per la prima volta, da uno studio caso-controllo pubblicato sullo European Journal of Neurology da Hebun Erdur, della Clinica universitaria di Berlino, in Germania, e colleghi.

Gli autori hanno condotto uno studio caso-controllo utilizzando i dati di pazienti consecutivi che presentavano AGT tra il 2010 e il 2015. Utilizzando un’analisi statistica di regressione logistica multipla, tenendo conto di età, sesso e fattori di rischio cardiovascolare dei soggetti considerati, i ricercatori hanno confrontato la probabilità di una lesione del miocardio (cioè l’elevazione del cTn oltre il 99° percentile e maggiore o uguale a 14 ng/l) in pazienti con AGT rispetto a tre gruppi di riferimento, caratterizzati da emicrania con aura, neurite vestibolare e attacco ischemico transitorio (TIA), rispettivamente.

I dati hanno mostrato che un innalzamento della troponina cardiaca si è verificato in 28 (25%) dei 113 pazienti con AGT inclusi nell’analisi finale. I pazienti con AGT con elevazione della cTn erano significativamente più anziani, con maggiore probabilità di essere di sesso femminile e avevano una pressione sanguigna più alta al momento del ricovero rispetto a quelli senza questa condizione. La probabilità di lesione miocardica a seguito di AGT era almeno due volte superiore rispetto a tutti e tre i gruppi di riferimento.

In conclusione, un paziente con AGT su quattro aveva prove di lesione del miocardio come valutato da test per la cTn di elevata sensibilità. La probabilità di lesione del miocardio associata alla TGA era persino più elevata rispetto ai pazienti con TIA e con un profilo di rischio cardiovascolare più pronunciato. Secondo gli autori, i risultati dunque suggeriscono la presenza di un disturbo correlato alla TGA dell’interazione cervello-cuore che merita ulteriori indagini.

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