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Parkinson in fase iniziale: inefficaci gli anticorpi monoclonali

Gli anticorpi monoclonali cinpanemab e prasinezumab non mostrano quasi alcun beneficio nel trattamento della malattia di Parkinson in fase iniziale. È quanto si evince dai risultati di due studi di fase 2 pubblicati sul “New England Journal of Medicine”.

Nel primo studio, Anthony Lang, dell’Università di Toronto e colleghi hanno coinvolto 357 soggetti con malattia di Parkinson precoce randomizzati a ricevere infusioni di placebo (gruppo di controllo, N =100) o cinpanemab alla dose di 250 mg (N =55), 1.250 mg (N =102) o 3.500 mg (N =100) ogni quattro settimane (rispettivamente 100, 55, 102 e 100 partecipanti) per 52 settimane, seguite da un periodo di estensione in cieco della dose del trattamento attivo per un massimo di 112 settimane.

A causa della mancanza di efficacia, lo studio è stato interrotto dopo l’analisi ad interim alla settimana 72. I ricercatori hanno riscontrato che il cambiamento alla settimana 52 nel punteggio della Movement Disorder Society-sponsored revision of the Unified Parkinson’s Disease Rating Scale (MDS-UPDRS) è stato di 10,8, 10,5, 11,3 e 10,9 punti, rispettivamente, per il braccio placebo e per i tre bracci di trattamento.

Nel secondo studio, Gennaro Pagano, del Roche Innovation Center di Basilea, in Svizzera, e colleghi hanno randomizzato 316 soggetti con malattia di Parkinson in fase iniziale a ricevere placebo per via endovenosa (N =105), oppure prasinezumab 1.500 mg (N =105) o 4.500 mg (N =106) ogni quattro settimane per 52 settimane.

I ricercatori hanno riscontrato che i cambiamenti dal basale a 52 settimane nei punteggi MDS-UPDRS sono stati 9,4 nel gruppo placebo, 7,4 nel gruppo 1500 mg e 8,8 nel gruppo 4500 mg. Gli autori di un editoriale di accompagnamento scrivono:

Nessuno dei due studi ha mostrato un beneficio rispetto agli endpoint primari o secondari, salvo il suggerimento che il trattamento con prasinezumab a basso dosaggio abbia rallentato la progressione in un endpoint secondario.”

aggiornato il 22/08/2022 da Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico