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Livelli di anticorpi anti-AchR e decorso della miastenia

Il livello sierico di anticorpi anti-recettore dell’acetilcolina (AChR) è utilizzato a scopo diagnostico nella maggior parte dei pazienti con miastenia grave generalizzata (MG). Un nuovo studio, pubblicato sull’European Journal of Neurology, mostra ora che lo stesso parametro è correlato allo stato del paziente e può essere utilizzato per monitorare a lungo termine il miglioramento delle sue condizioni.

Florit Marcuse dell’Università di Maastricht, nei Paesi Bassi, e colleghi hanno analizzato retrospettivamente 837 campioni ematici raccolti tra il 1997 e il 2020 da soggetti con miastenia grave per il dosaggio di anticorpi anti-AChR nel corso del tempo, confrontandoli con l’andamento delle condizioni cliniche dei pazienti.

In totale, sono stati inclusi 90 pazienti MG positivi agli anticorpi anti-AChR con 837 campioni di sangue. Il tempo mediano di follow-up era di 72 mesi. La maggior parte dei pazienti inclusi erano donne (61,1%), erano in terapia con farmaci immunosoppressivi (88,9%) e avevano subito una timectomia (54,4%). L’analisi ha mostrato un’associazione inversa significativa tra variazioni nei livelli di anti-AChR-ab e le probabilità di miglioramento della miastenia, valutato con il punteggio MG Foundation of America (MGFA): per una diminuzione del 10% del livello di anticorpi anti-AChR, l’odds ratio (OR) è risultato pari a 1,21 (p <0,001).

Particolarmente significativa è anche l’associazione tra miastenia, timoma e presenza di anticorpi anti-AChR. La letteratura sull’argomento mostra infatti che un paziente su 10 con MG sviluppa un timoma, e viceversa, un paziente su quattro con un timoma è affetto da MG. La presenza di anticorpi anti-AChR si trova nella maggior parte dei pazienti con MG timomatosa.

Dallo studio è emerso che stratificando i soggetti in base allo stato del timoma, la diminuzione del livello di anti-AChR-ab (diminuzione del 10%) era più fortemente associata al miglioramento del punteggio MGFA nella coorte con timoma (aOR: 1,37; p =0,005) rispetto alla coorte di pazienti senza timoma (aOR: 1,18; p <0,001). La diminuzione della concentrazione di anticorpi anti-AChR era più fortemente associata al miglioramento del punteggio MGFA tra i pazienti non sottoposti a timectomia (aOR: 1,45; p =0,001) rispetto a quelli sottoposti (aOR: 1,14; p =0,003).

 

aggiornato il 21/02/2022 da Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico