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Sclerosi multipla, i sottotipi associati a diversi pattern di atrofia della materia grigia

Le misurazioni mediante SBM differenziano i fenotipi clinici di malattia

I sottotipi della sclerosi multipla (SM) sono associati a diversi pattern di atrofia della materia grigia (MG), secondo i risultati dello studio pubblicato su “Neurology” da Maria Rocca dell’IRCCS San Raffaele di Milano, e colleghi di una collaborazione internazionale.

Si tratta di un ampio trial multicentrico in cui i ricercatori hanno reclutato 398 pazienti con SM e 170 controlli sani in otto centri in Europa nell’ambito del consorzio di studio Magnetic Resonance Imaging in MS (MAGNIMS). I ricercatori hanno valutato i pazienti al basale e a un anno tramite risonanza magnetica, Expanded Disability Status Scale (EDSS) e misurazioni della materia grigia mediante morfometria source-based (SBM).

La coorte di SM comprendeva pazienti con SM recidivante-remittente (SMRR; N=226), SM secondaria progressiva (SMSP; N=95), SM primaria progressiva (SMPP; N=43), e sindrome clinicamente isolata (CIS; N=34).

La SBM ha identificato 26 componenti della MG cerebellari, sottocorticali, sensoriali, motorie e cognitive: l’atrofia della materia grigia dei soggetti con SM rispetto ai controlli sani è stata riscontrata in quasi tutte le componenti.

Rispetto ai controlli sani, i pazienti CIS hanno mostrato un’atrofia circoscritta alla MG sottocorticale, cerebellare, temporale e nel network della salienza, mentre i pazienti RRMS hanno mostrato un’atrofia diffusa. L’atrofia della MG cerebellare, sottocorticale, sensomotoria, fronto-parietale e del network della salienza è stata trovata in pazienti con SMPP rispetto ai controlli, e nei pazienti con SMSP rispetto a quelli con SMRR.

A 1 anno, 21 (15%) pazienti erano clinicamente peggiorati. L’atrofia della MG progrediva nella SM nelle componenti sottocorticali, cerebellari, sensorimotorie e fronto-temporo-parietali. Una maggiore disabilità al basale è risultata associata a un volume cerebrale normalizzato inferiore al basale, una maggiore atrofia GM sensorimotoria e una maggiore durata della malattia. Il volume della MG normalizzato al basale (odds ratio: 0,98) e l’atrofia della MG cerebellare (odds ratio: 0,40) erano fattori predittivi indipendenti del peggioramento clinico (area sotto la curva = 0,83).

 

Ultimo aggiornamento il 30 Marzo 2021 di Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico

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