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Encefaliti ad ampio spettro associate a Covid-19

Pubblicati i risultati dello studio ENCOVID su pazienti della Lombardia

L’infezione con la sindrome respiratoria acuta coronavirus 2 (SARS-CoV-2) è associata all’insorgenza di un ampio spettro di encefaliti con una varietà di presentazioni cliniche, risposte al trattamento ed esiti, secondo uno studio pubblicato sul “The Journal of Infectious Diseases” da Andrea Pilotto, dell’Università di Brescia, e colleghi di diversi istituti e ospedali della Lombardia.

I dati sono stati raccolti da 13 unità neurologiche in Italia durante la pandemia di COVID-19 nell’ambito dello studio denominato ENCOVID. Dei 25 pazienti totali con encefalite e positivi all’infezione da SARS-CoV-2 inclusi, 15 erano uomini e 10 erano donne (età media: 65,9 anni). Su tutti sono stati eseguiti: screening infettivologico completo, analisi del liquido cerebrospinale, elettroencefalogramma standard e risonanza magnetica cerebrale.

Il trattamento per l’infezione COVID-19 è stato deciso da uno specialista di malattie infettive in ogni centro e comprendeva clorochina/idrossiclorochina o trattamento antivirale. Sono stati registrati la presentazione clinica, i marcatori di laboratorio, la gravità della malattia COVID-19, la risposta al trattamento e gli esiti.

Al momento del ricovero, 15 pazienti (60%) hanno mostrato una malattia respiratoria COVID-19 di grado moderato. L’insorgenza dei sintomi neurologici era concomitante con i sintomi COVID-19 in 11 pazienti (44%), mentre 12 pazienti (48%) hanno mostrato sintomi neurologici dopo una mediana di otto giorni (intervallo interquartile [IQR], 5-12) dai sintomi COVID-19.

Tali sintomi erano così suddivisi: delirio o stato mentale alterato in 17 pazienti (68%); afasia o disartria in 6 pazienti (24%); convulsioni in 6 pazienti (24%). Le analisi del liquor hanno mostrato una lieve pleocitosi e/o iperproteinorrachia in 17 pazienti (68%), nonostante 19 campioni di liquor con risultati negativi al test per SARS-CoV-2. Sulla base della risonanza magnetica, sono stati riscontrati casi di: encefalomielite demielinizzante acuta/encefalite necrotizzante acuta (ADEM/ANE; n=3), encefalite limbica (LE; n=2), encefalite con imaging normale (E-MRI-; n=13); encefalite con alterazioni alla risonanza magnetica (E-MRI+; n=7).

Rispetto agli altri casi di encefalite, i casi di ADEM ed LE hanno avuto un esordio ritardato e sono stati associati a un precedente e più grave coinvolgimento respiratorio da COVID-19. L’outcome clinico finale è risultato peggiore nei casi di ADEM e di E-MRI+ rispetto ai casi di LE e di E-MRI-. Durante lo studio, tre pazienti con E-MRI+ e un paziente con E-MRI- sono deceduti.

Ultimo aggiornamento il 19 Gennaio 2021 di Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico

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