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Congresso ESOC, il piano d’azione europeo contro l’ictus

Accesso alle stroke unit e intervento rapido sono le priorità per limitare i danni

Trombolisi entro quattro ore e mezza dall’evento o trombectomia meccanica entro sei ore: sono queste in sintesi le indicazioni sulle finestre temporali utili per limitare i danni dell’ictus. Buoni risultati si ottengono tuttavia anche a nove ore dalla comparsa dei sintomi, con l’uso di avanzate tecniche di neuroimaging in pazienti selezionati, secondo quanto emerso nel recente Congresso della European Stroke Organisation (ESOC), tenutosi a Milano.

“L’efficacia della terapia dipende dal tempo”, ha ribadito Danilo Toni, Presidente dell’Italian Stroke Organization e direttore dell’unità di Trattamento neurovascolare e Neurologia d’urgenza del Policlinico Umberto I di Roma. “È stato dimostrato che la mortalità, il rischio di emorragie intracraniche e le disabilità permanenti diminuiscono in maniera significativa ogni 15 minuti giocati in anticipo sull’ictus”.

Il Congresso è stato l’occasione anche per sottolineare l’importanza del Piano di Azione per l’Ictus in Europa 2018-2030, basato su sette diverse azioni su cui fa perno un’efficace lotta contro gli eventi cardiovascolari:

  1. prevenzione primaria
  2. organizzazione dei servizi dell’ictus
  3. gestione dell’ictus acuto
  4. prevenzione secondaria con follow-up organizzato
  5. riabilitazione
  6. valutazione degli esiti e della qualità dei servizi
  7. la vita dopo l’ictus.

“Gli obiettivi del Piano sono ambiziosi: ridurre il numero assoluto degli ictus in Europa del 10%, trattare almeno il 90% dei pazienti colpiti in una stroke unit come primo livello di cura e creare piani nazionali specifici che comprendano tutto il percorso, dalla prevenzione primaria fino alla vita post ictus”, ha dichiarato Francesca Romana Pezzella, neurologa della stroke unit dell’Ospedale San Camillo di Roma e delegata A.L.I.Ce. Italia per l’implementazione dell’Action Plan in Europe nel triennio 2018-2021.

“Dobbiamo considerare che, in base ai dati raccolti nello studio Burden of Stroke-Impatto dell’Ictus in Europa del 2017, si stima che entro il 2035 si verificherà complessivamente un aumento del 34% del numero totale degli eventi cerebrovascolari acuti nell’Unione Europea e che, conseguentemente, salirà anche il numero delle persone che dovrà convivere con gli esiti di una patologia che diventa cronica”.

Ultimo aggiornamento il 18 Giugno 2019 di Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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