Anestesia generale vs. sedazione procedurale nell’ictus ischemico acuto

Nei pazienti con ictus ischemico acuto (AIS) della circolazione anteriore, l’anestesia generale e la sedazione procedurale durante la trombectomia meccanica sono associate a esiti funzionali e tassi di complicanze simili tra loro. È quanto risulta dallo studio AMETIS pubblicato su “JAMA Neurology” e firmato da Russell Chabanne, del Centre Hospitalier Universitaire (CHU) di Clermont-Ferrand, in Francia e colleghi

Si tratta di uno studio clinico randomizzato, in aperto, con endpoint in cieco, condotto in 10 centri francesi. Sono stati arruolati adulti con occlusione della carotide interna intracranica e/o dell’arteria cerebrale media prossimale trattati con trombectomia. I pazienti sono stati assegnati a ricevere anestesia generale con intubazione tracheale (N= 135) o sedazione procedurale (N= 138).

Dei 273 pazienti valutabili per l’esito primario nella popolazione intention-to-treat modificata, 142 (52,0%) erano donne e l’età media (SD) era di 71,6 (13,8) anni.

Le due metodiche sono risultate equivalenti in termini di esiti e complicanze

L’outcome primario si è verificato in 38 dei 135 pazienti (28,2%) assegnati all’anestesia generale e in 50 dei 138 pazienti (36,2%) assegnati alla sedazione procedurale (differenza assoluta, 8,1 punti percentuali; IC al 95%: da -2,3 a 19,1; p= 0,15).

A 90 giorni, il tasso di pazienti che hanno raggiunto l’indipendenza funzionale è stato del 33,3% (45 su 135) con l’anestesia generale e del 39,1% (54 su 138) con la sedazione procedurale (rischio relativo: 1,18; IC al 95%: 0,86-1,61; p= 0,32). Il tasso di pazienti senza complicazioni periprocedurali maggiori a 7 giorni è stato del 65,9% (89 su 135) con anestesia generale e del 67,4% (93 su 138) con sedazione procedurale (rischio relativo: 1,02; IC al 95%: 0,86-1,21; p= 0,80).

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico