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Un punteggio per prevedere l’esito a lungo termine dello stato epilettico

La durata dello stato epilettico ha un effetto determinante sul suo esito? Per rispondere a questa domanda è partito uno studio di coorte retrospettivo, multicentrico e multinazionale, i cui risultati sono pubblicati su “JAMA Neurology” a firma di Lars Egil Roberg, dell’Ospedale universitario di Odense, in Danimarca, e colleghi.

Sono stati considerati pazienti adulti con prima diagnosi di uno stato epilettico non anossico trattati per l’epilessia presso lo stesso centro di Odense, così come a Oslo, in Norvegia, e a Marburg e Francoforte, in Germania.

Per prevedere la mortalità a lungo termine (due anni) dopo la dimissione dall’ospedale per stato epilettico, gli autori hanno utilizzato un nuovo sistema di punteggio, chiamato ACD, sviluppato sulla base dei dati della coorte danese (N =261; età media: 67,2 anni; 132 donne), e convalidato sulle coorti tedesca (N =139) e norvegese (N =906). Tale punteggio comprende l’età all’esordio, il livello di coscienza all’ammissione in ospedale e la durata dello stato epilettico.

Alla dimissione dall’ospedale, il 29,8% dei pazienti (N =64 di 215) aveva nuovi deficit neurologici da moderati a gravi rispetto al basale. I nuovi deficit neurologici erano un importante fattore predittivo della sopravvivenza a due anni (odds ratio: 5,1), con un’associazione indipendente dalla categoria eziologica. Lo stato epilettico non convulsivo in coma e la durata dello stato epilettico erano associati allo sviluppo di nuovi deficit neurologici, e il punteggio ACD ha mostrato una correlazione lineare con la sopravvivenza a due anni (r2 di Pearson = 0,848), soprattutto nel sottogruppo di pazienti con una bassa probabilità di danno cerebrale.

Secondo le conclusioni dei ricercatori, i risultati di questo studio suggeriscono che il punteggio ACD possa essere uno strumento affidabile per prevedere la sopravvivenza a lungo termine, soprattutto nei pazienti il cui stato epilettico non ha avuto cause dannose per il cervello.

aggiornato il 17/05/2022 da Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico