skip to Main Content

Parkinson, il possibile ruolo dell’irisina, ormone dell’esercizio fisico

È noto che l’attività fisica migliora la malattia di Parkinson (1,2). Alle attività locomotorie spetta un ruolo cruciale nel ridurre l’inabilità fisica e migliorare la qualità di vita di questi pazienti agendo sulle radici neurofisiologiche della malattia (3): all’aperto si usano esercizi come ad esempio la camminata nordica con bastoni, in palestra il training su tapis roulant o la deambulazione con sostegno antigravitario ascellare o pelvico con apposite bretelle elastiche da indossare durante gli esercizi.

Poiché l’attività fisica stimola in tutti la produzione dell’ormone irisina che promuove la riorganizzazione delle risorse metaboliche per far fronte all’aumentata richiesta energetica indotta dall’attività fisica (4), i ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora diretti da Tae-In Kam hanno pensato a una scorciatoia per ottenere nei pazienti con Parkinson gli stessi vantaggi dell’esercizio fisico (5) evitando però di farli faticare: hanno infatti usato direttamente l’irisina che, peraltro, è disponibile come integratore per gli sportivi professionisti per migliorare le loro prestazioni.

Utilizzandola prima in un modello animale nello studio appena pubblicato su PNAS (6) hanno avuto una gradita sorpresa: tale sostanza ottiene infatti un effetto inatteso finora osservato solo con la corsa (7). Riduce cioè le concentrazioni di alfa-sinucleina, la proteina anomala che sta all’origine della malattia di Parkinson (8).

Se i risultati saranno confermati da studi più ampi sull’uomo si aprono nuovi scenari di trattamento che vanno ad aggiungersi ad altre sorprese terapeutiche già trovate in questa malattia. Il vecchio ipnotico zolpidem ad esempio era parso migliorare la discinesia tardiva e l’acatisia parkinsoniane (9).

Le statine invece, se da una parte sembravano utili nel ridurre il rischio di Parkinson (PD), dall’altra potevano essere addirittura dannose. Uno dei primi a segnalare tale ambivalenza fu Xuemei Huang su Movement Disorders (10) dove indicava come, se da un lato il loro uso aumenti il rischio di PD, dall’altro elevate concentrazioni di colesterolo lo riducono e quindi, riducendone i livelli, le statine potrebbero avere un effetto controproducente indiretto. La questione non è ancora risolta dato che una recente review (11) indica che la durata del trattamento è fondamentale per stabilire l’efficacia delle statine nel Parkinson, anche se le maggiori evidenze sono a favore dell’atorvastatina. Se oltre 5 anni non sono bastati per arrivare a una soluzione è probabile che per l’irisina ne passeranno ancora di più perché si dovrà passare dall’animale all’uomo.

Bibliografia

  1. Margaret Schenkman, et al: Effect of High-Intensity Treadmill Exercise on Motor Symptoms in Patients With De Novo Parkinson Disease, A Phase 2 Randomized Clinical Trial, JAMA Neurol. 2018;75(2):219-226. doi:10.1001/jamaneurol.2017.3517
  2. Bryant MS et al: Determinants of use of a walking device in persons with Parkinson’s disease, Arch Phys Med Rehabil. 2014 Oct;95(10):1940-5. doi: 10.1016/j.apmr.2014.06.002
  3. https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2467981X22000269?via=ihub
  4. Murawska E et al: Effect of HIIT with Tabata Protocol on Serum Irisin, Physical Performance, and Body Composition in Men, Int. J. Environ. Res. Public Health 2020, 17, 3589; doi:10.3390/ijerph17103589
  5. https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT04284436
  6. Tae-In Kam  et al: Amelioration of pathologic α-synuclein-induced Parkinson’s disease by irisin, PNAS, August 31, 2022 119 (36) e2204835119 https://doi.org/10.1073/pnas.2204835119
  7. Wenbo Zhou, et al: Running wheel exercise reduces α-synuclein aggregation and improves motor and cognitive function in a transgenic mouse model of Parkinson’s disease, PLoS One. 2017; 12(12), doi: 10.1371/journal.pone.0190160
  8. https://www.science.org/doi/10.1126/science.1090278
  9. Olga Waln, Joseph Jankovic: Zolpidem improves tardive dyskinesia and akathisia, Movement Disorders, Vol 28, Issue 12 October 2013 Pages 1748–1749, doi: 10.1002/mds.25480
  10. Huang X, Alonso A, Guo X, Umbach DM, Lichtenstein ML, Ballantyne CM, Mailman RB, Mosley TH, Chen H: Statins, plasma cholesterol, and risk of Parkinson’s disease: a prospective study. Mov Disord. 2015 Apr;30(4):552-9. doi: 10.1002/mds.26152. Epub 2015 Jan 14
  11. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6709163/

 

aggiornato il 16/10/2022 da Pierpaolo Benini

Cesare Peccarisi

Giornalista scientifico, neurologo, editorialista del Corriere Salute, Responsabile della Comunicazione Scientifica della Società Italiana di Neurologia