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La persistenza dei sintomi neurologici post-COVID

Solo un terzo dei soggetti con sintomi neurologici in seguito a un’infezione acuta da SARS-CoV-2 riporta la completa risoluzione dei sintomi entro sei mesi. È quanto emerso da uno studio pubblicato online sugli “Annals of Clinical and Translational Neurology”, da Jacqueline E. Shanley, dell’Università della California a San Diego, e colleghi.

I ricercatori hanno reclutato soggetti con sintomi neurologici in seguito a infezione acuta da SARS-CoV-2 dal 9 ottobre 2020 all’11 ottobre 2021. Sono stati arruolati 56 partecipanti (il 29% dei quali con precedenti malattie neurologiche come la sclerosi multipla); 27 hanno completato la visita di follow-up a sei mesi.

I ricercatori hanno riscontrato che i sintomi neurologici più comuni riscontrati al basale dopo l’infezione acuta erano affaticamento e mal di testa (rispettivamente 89,3% e 80,4%). I disturbi della memoria e la diminuzione della concentrazione (68,8% e 61,5%, rispettivamente) sono stati i sintomi più diffusi al follow-up di sei mesi, anche se tutti i sintomi hanno mostrato una riduzione del punteggio di gravità riportato, in media, al follow-up. A sei mesi, la risoluzione completa dei sintomi è stata riportata nel 33,3% dei partecipanti. I punteggi medi della valutazione cognitiva di Montreal sono complessivamente migliorati dal basale ai sei mesi; i punteggi dei partecipanti sono diminuiti nel 26,3%. Nel 7,1% dei pazienti è stata segnalata una sindrome composta da tremore, atassia e deficit cognitivo.

Secondo le conclusioni degli autori, lo studio, concentrandosi sui sintomi neurologici in pazienti con e senza disturbi neurologici preesistenti, fornisce dati longitudinali sulle sequele post-acute di COVID-19, un tema su cui sono stati raccolti finora pochi dati. Da sottolineare che i sintomi che coinvolgono la cognizione e la memoria persistono nonostante il miglioramento in altri ambiti.

Per i pazienti con infezioni da COVID-19 da lievi a gravi sono necessari un monitoraggio e un supporto continui.

aggiornato il 12/07/2022 da Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico