skip to Main Content

Il valore di emoglobina glicata come fattore di rischio di ictus

L’emoglobina glicata (HbA1C) è associata al rischio di ictus in modo dose-dipendente tra i pazienti con diabete e fibrillazione atriale in comorbilità. A rivelare la correlazione è un articolo pubblicato sull’“American Journal of Cardiology” da Louise Kezerle, della Ben-Gurion University of the Negev, in Israele, e colleghi, che hanno condotto uno studio di coorte storica analizzando un database di cartelle cliniche elettroniche del paese.

I pazienti (N =44.451) a cui è stata diagnosticata una fibrillazione atriale non valvolare tra il 2010 e il 2016 e che avevano una comorbilità con il diabete (N =17.753) sono stati seguiti fino al 2017 per identificare i tassi di incidenza di ictus ischemico e di mortalità per tutte le cause. I pazienti sono stati stratificati in base al valore di HbA1c: basso (<7%; N =8818), intermedio (da 7% a <9%; N =5677) e alto (≥9%; N =1686).

Dall’analisi statistica è emerso che rispetto agli individui con HbA1C bassa, quelli con HbA1C alta erano più giovani e con uno status socioeconomico più basso, e in maggioranza di etnia araba.

Ma il dato più rilevante è che i tassi di incidenza di ictus ischemico sono risultati 1,90, 2,37 e 2,72 per 100 anni-persona, rispettivamente, e i tassi di mortalità per tutte le cause sono stati 14,27, 13,61 e 14,45 per 100 anni-persona tra le coorti di HbA1C bassa, intermedia e alta, rispettivamente.

Dopo aggiustamento per età, sesso, stato socioeconomico, indice di massa corporea, velocità di filtrazione glomerulare stimata, comorbilità, uso di farmaci e mortalità, il rischio di ictus ischemico è aumentato nelle coorti con HbA1C intermedia (hazard ratio aggiustato [aHR]: 1,32) e alta (aHR: 1,69) rispetto al gruppo con HbA1C bassa.

Il rischio di mortalità per tutte le cause è risultato elevato nella coorte con HbA1C alto (aHR: 1,17) ma non nel gruppo HbA1C intermedio (aHR: 1,02).

aggiornato il 31/05/2022 da Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.