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Il trapianto di staminali nelle forme aggressive di SM

Il trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche può essere una risorsa preziosa per il trattamento di forme di sclerosi multipla (SM) particolarmente aggressive, a rapida evoluzione e poco responsive alle attuali terapie. È quanto emerge da un recente studio, condotto presso l’Università di Genova e l’Ospedale San Martino, guidato dal professor Gianluigi Mancardi e dal dottor Giacomo Boffa. La ricerca ha coinvolto 220 pazienti con SM che hanno subito un trapianto in Italia dal 1998 al 2019 e sono stati seguiti per un follow-up medio di circa 6 anni.

Dai dati è emerso che oltre il 60% dei pazienti non ha subito un aggravamento della disabilità dopo 10 anni dal trapianto; anzi in molti casi si è osservato anche un miglioramento del quadro neurologico duraturo nel tempo. Stefania Fumarola, biologa e responsabile scientifica della Biobanca In Scientia Fides, partner del progetto, ha commentato:

L’infusione di cellule staminali ematopoietiche è una procedura in grado di cambiare la storia della malattia di questi pazienti, poco rappresentati negli studi clinici, con effetti positivi che si protraggono per anni dopo il trattamento. Le cellule staminali ematopoietiche hanno un valore inestimabile, grazie alla loro immaturità immunologica che gli permette di differenziarsi in una qualsiasi cellula del sangue e riprodursi per poter ripristinare il sistema immunitario. Una volta iniettate, sono in grado di ‘sentire’ se e dove qualcosa non va, di interloquire con l’ambiente danneggiato e di agire su di esso. Possono rimpiazzare le cellule danneggiate, promuovere il supporto trofico del tessuto responsabile della sopravvivenza dei neuroni, e la plasticità sinaptica compromessa dalla malattia, finanche diventare cellule della mielina per produrre nuova mielina. Non sono cellule specializzate per questi compiti, ma sono in grado di adattarsi per svolgere ciascuno di essi quando intercettano un danno”.

 

aggiornato il 05/04/2022 da Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico