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Fattori comportamentali e psicologici associati all’emicrania

Anche nei soggetti senza comorbilità psichiatriche, specifici fattori comportamentali e psicologici sono associati all’emicrania, soprattutto nella sua forma cronica. Identificare questi fattori è dunque importante per migliorare la gestione dell’emicrania attraverso strategie non farmacologiche. Sono queste le conclusioni di un articolo pubblicato sul “Journal of Headache and Pain” da Francesca Pistoia, dell’Università dell’Aquila, e colleghi che hanno coinvolto in uno studio trasversale donne con emicrania episodica (EE) e cronica (EC) senza storia di comorbilità psichiatrica.

Nel corso dello studio, sono stati valutati diversi parametri, quali: sonno, ansia, depressione, intolleranza all’incertezza, stile decisionale e tendenza alla catastrofizzazione del dolore mediante questionari o scale auto-riportate validate. I confronti tra i gruppi sono stati effettuati utilizzando il metodo ANOVA e i test post-hoc di Bonferroni.

Sono state valutate 65 donne con EE (età media: 43,9 anni), 65 con EC (età media: 47,7 anni) e 65 controlli sani (età media: 43,5 anni). Per quanto riguarda i domini del sonno, le pazienti affette da EC hanno riportato una qualità complessiva del sonno più scarsa, disturbi del sonno più gravi, un maggiore uso di farmaci per il sonno, una maggiore disfunzione diurna e sintomi di insonnia più gravi rispetto ai controlli.

Il gruppo EE ha mostrato una migliore qualità del sonno, minori disturbi del sonno e uso di farmaci per il sonno rispetto al gruppo EC. D’altra parte, l’analisi ha evidenziato disfunzioni diurne e sintomi di insonnia più gravi nel braccio EE rispetto ai controlli. Nei domini dell’ansia e dell’umore, il gruppo EC ha mostrato una maggiore propensione ai tratti ansiosi e un livello più alto di sensibilità all’ansia generale rispetto ai controlli. In particolare, le donne con EC temevano maggiormente i sintomi d’ansia somatici e cognitivi rispetto ai controlli. Non sono emerse differenze nella gravità della depressione.

Infine, le donne con EC hanno riportato una maggiore tendenza alla catastrofizzazione del dolore, un senso di impotenza più grave e un pensiero ruminativo più consistente rispetto alle donne EM e ai controlli, mentre le donne EE hanno riportato punteggi più alti nelle tre dimensioni sopra citate rispetto ai controlli. I tre gruppi hanno mostrato stili decisionali, intolleranza dell’incertezza e strategie di gestione dell’incertezza simili.

 

 

aggiornato il 18/10/2022 da Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico