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Decadimento cognitivo lieve, il diverso peso dei fattori di rischio

Identificare i fattori di rischio per il decadimento cognitivo lieve (MCI) può aiutare la prevenzione e le strategie di intervento. Sulla base di questo assunto, Milou J. Angevaare e colleghi della Columbia University di New York, firmatari di un articolo apparso sulla rivista “Neurology”, hanno focalizzato la loro attenzione sui diversi possibili fattori rischio nel loro studio di coorte su 2903 partecipanti cognitivamente normali al basale. Hanno esaminato in particolare dei fattori demografici, socioeconomici, sanitari e genetici, nonché i sintomi depressivi e l’uso di antidepressivi legati all’MCI incidente e al successivo decorso dell’MCI durante il follow-up. Hanno anche valutato i tassi di diagnosi sostenuta di MCI, gli individui cognitivamente normali e la progressione della demenza.

Nella coorte complessiva, un totale di 752 partecipanti (età media: 76,1 anni) ha sviluppato MCI dopo una media di 6,3 anni, corrispondente a un tasso di incidenza di 56 per 1000 anni-persona. Un totale di 301 partecipanti (età media: 79,5 anni) ha sviluppato demenza incidente.

l rischio di MCI incidente è stato aumentato negli individui con apolipoproteina E (APOE) ε4 (hazard ratio [HR] per la regressione di Cox: 1,18; p =0,025) e maggiore carico sanitario (HR: 1,05; p =0,048). Al contrario, il rischio di MCI incidente è risultato diminuito negli individui con maggiore scolarità (analisi di sensibilità: HR: 0,96; p <0,001), maggiore partecipazione alle attività del tempo libero (HR, 0,95; p <0,001), e più alto reddito (HR: 0,79; p =0,044).

Tra i casi di MCI incidente, circa il 12,9% è progredito in demenza e il 9,6% ha subito un calo della funzione pur non soddisfacendo i criteri per MCI o demenza su una media di 2,4 anni di follow-up. In questo periodo di follow-up, un altro 29,6% dei pazienti con MCI incidente ha ricevuto una diagnosi di MCI sostenuto, mentre il 47,9% dei partecipanti non ha più soddisfatto i criteri per MCI.

Le variabili associate a un aumento del rischio di progressione dell’MCI verso la demenza includevano MCI multidominio, presenza di APOE ε4, sintomi depressivi e uso di antidepressivi.

 

aggiornato il 07/02/2022 da Pierpaolo Benini

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico