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Angiopatia amiloide cerebrale e rischio di emorragia intracerebrale

I pazienti con angiopatia amiloide cerebrale (CAA) associata a episodi neurologici focali transitori (TFNE) sono risultati a maggior rischio di emorragia intracerebrale (ICH) lobare e morte in uno studio illustrato sulle pagine di “JAMA Neurology” da Juan María Sanchez-Caro, dell’Universidad Autónoma di Madrid, in Spagna, e colleghi.

Diversi studi in passato hanno documentato l’associazione tra CAA e TFNE, ma manca ancora un chiaro quadro delle caratteristiche delle TFNE e delle potenziali implicazioni per la prognosi della CAA. Per colmare questa lacuna, Sanchez-Caro e colleghi hanno condotto una revisione delle cartelle cliniche di due ospedali spagnoli, considerando 26 pazienti con diagnosi di CAA e TFNE, nonché una metanalisi di studi pubblicati.

Dall’analisi della coorte ospedaliera, è emerso che i pazienti avevano una CAA probabile (n=15) o possibile (n= 11), il 42% erano uomini e avevano un’età media di 77 anni. I pazienti presentavano TFNE motorie (n= 15), TFNE sensoriali con sintomi motori negativi (n= 9), e TFNE puramente sensoriali (n= 6). Pochi pazienti hanno sviluppato afasia isolata (n= 1), afasia e sintomi visivi (n= 1), e sintomi visivi isolati (n= 1).

Durante la valutazione di neuroimaging, l’85% aveva TFNE con emorragia subaracnoidea della convessità (CSAH), siderosi corticale superficiale (CSS; 54%), e microsanguinamenti cerebrali lobari (54%). Quasi un terzo dei pazienti (31%) stava ricevendo una terapia antitrombotica al momento la prima TFNE e 12 pazienti hanno ricevuto una terapia antitrombotica durante il follow-up. A un follow-up mediano di 1,63 anni, otto pazienti hanno avuto un’ICH lobare acuta sintomatica e tre pazienti sono morti.

Nella metanalisi, sono stati inclusi 48 studi per complessivi 222 pazienti (età media di 74 anni; per il 57% uomini). Durante il follow-up, l’ICH lobare sintomatica si è verificata in 76 pazienti (39,4%). I sintomi motori (odds ratio [OR]: 2,08) al basale e l’uso di antitrombotici durante il follow-up (OR: 3,61) erano associati a un aumento del rischio di ICH lobare. Un totale di 31 pazienti (16,5%) è morto durante il follow-up; i principali fattori di rischio per la morte erano l’ICH lobare durante il follow-up e la siderosi superficiale corticale (OR: 3,01 e 3,20, rispettivamente).

aggiornato il 16/03/2022 da Pierpaolo Benini

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico