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Abel, un robot umanoide per i soggetti con disturbi del neurosviluppo

Testa e busto dotato di braccia e mani, più 42 servomotori di nuova generazione e un sistema di percezione visivo-sociale per il riconoscimento delle espressioni facciali. È questa la struttura di base di Abel, un umanoide progettato per relazionarsi empaticamente con pazienti affetti da disturbi del neurosviluppo e neurodivergenza. A progetto concorrono la startup deep-tech Emotiva,  LVenture Group e il Centro di Ricerca “Enrico Piaggio” dell’Università di Pisa.

“Emotiva e il team di ricerca del Centro Enrico Piaggio condividono una visione comune per migliorare l’interazione uomo-macchina costruendo uno strumento che ci aiuti a comprendere meglio i processi cognitivi ed emotivi umani”, ha commentato Andrea Sempi di Emotiva.

L’obiettivo è di abbattere le barriere comunicative puntando su un profondo coinvolgimento socio-emotivo: umanoide è infatti in grado reagire in modo appropriato alle espressioni e alle emozioni del paziente, migliorando continuamente le proprie capacità empatiche, un processo molto utile nel trattamento di soggetti con problemi di comprensione ed espressione delle emozioni.

Un altro campo di possibile applicazione della nuova tecnologia è quello delle demenze.

“Utilizzando la sua capacità di apprendere e mostrare empatia, Abel sarà uno strumento efficace per contribuire a migliorare l’assistenza ai malati di demenza, colmando le lacune comunicative e fornendo un’altra forma di sostegno ai caregiver e ai familiari”, ha aggiunto Lorenzo Cominelli, ricercatore post-dottorato presso il Centro di ricerca Piaggio.

aggiornato il 26/07/2022 da Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico