skip to Main Content

Terapia anticoagulante nella fibrillazione atriale: attenzione alla pressione sistolica

Un nuovo studio mostra un rischio di ictus emorragico per i valori più elevati

Nei pazienti con fibrillazione atriale (FA) è raccomandato il controllo e l’eventuale abbassamento dei valori di pressione sistolica (PS) prima dell’inizio della terapia anticoagulante orale: è questa la raccomandazione che emerge da un articolo apparso sul “Journal of Hypertension” a firma di Johan-Emil Bager, dell’Università di Göteborg, in Svezia, e colleghi. La loro ricerca ha infatti mostrato che valori di PS al basale compresi tra 145 e 180 mmHg, in questi soggetti, possono più che raddoppiare il rischio di ictus emorragico.

Gli autori hanno condotto uno studio osservazionale di coorte su dati clinici raccolti nello Swedish Primary Care Cardiovascular Database di Skaraborg (SPCCD-SKA), che includeva soggetti afferiti tra il 2006 e il 2016 a centri di assistenza sanitaria primaria in una zona rurale della Svezia sud-occidentale. Erano idonei all’inclusione i pazienti con FA e ipertensione trattati con un anticoagulante orale durante il periodo di studio; l’esito primario dello studio era l’ictus emorragico.

Sono stati  inclusi nello studio 3972 pazienti (età media 77±8,5 anni; 47,8% donne) con FA, ipertensione e trattamento anticoagulante orale appena iniziato, stratificati per livelli di PS: <130 mmHg (N=1031), da 130 a 139 mmHg (N=829), da 140 a 159 mmHg (N=1440), da 160 a 179 mmHg (N=479) e maggiore o uguale a 180 mmHg (N=175).

Nel corso del follow-up, di durata media di 4,3 anni, 40 pazienti hanno avuto un ictus emorragico, con il più alto tasso di incidenza (5,8 per 1000 anni-persona) nella categoria di PS da 160 a 179 mmHg. I tassi di incidenza più bassi (1,2 per 1000 anni-persona) sono stati riscontrati nel gruppo di PS inferiore a 130 mmHg.

Una diagnosi di qualsiasi ictus – sia ischemico o emorragico – è stata riscontrata in 208 pazienti. Il gruppo con PS tra 160 e 179 mmHg ha avuto il più alto tasso di incidenza (18,7 per 1000 anni-persona), mentre il tasso di incidenza più basso era 10,6 per 1000 anni-persona nel gruppo <130 mmHg. I soggetti nel gruppo da 155 a 170 mmHg hanno sperimentato un aumento del rischio di qualsiasi tipo di ictus.

Ultimo aggiornamento il 11 Maggio 2021 di Pierpaolo Benini

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico

Back To Top