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La dieta mediterranea ha un effetto protettivo contro il declino cognitivo

Seguire la dieta mediterranea può essere un fattore protettivo contro il declino della memoria e l’atrofia mediotemporale. È questa la conclusione di uno studio pubblicato su “Neurology” da Tommaso Ballarini, del Centro tedesco per le malattie neurodegenerative di Bonn, e colleghi.

Gli autori hanno analizzato i dati del German Longitudinal Cognitive Impairment and Dementia Study che ha coinvolto 512 individui: 169 cognitivamente normali, 53 parenti di soggetti con malattia di Alzheimer, 209 con declino cognitivo soggettivo e 81 con decadimento cognitivo lieve. L’aderenza alla dieta mediterranea è stata definita sulla base di questionari di frequenza alimentare. Nel liquido cerebrospinale di 226 individui, sono stati valutati i biomarcatori legati all’Alzheimer (rapporto Aß42/40 e pTau181).

Dall’analisi statistica dei dati è emersa una correlazione significativa tra una maggiore aderenza alla  dieta mediterranea e più elevati volumi di materia grigia mediotemporale, memoria migliore e minori livelli di amiloide (rapporto Aß42/40) e pTau181.

L’associazione tra dieta mediterranea e memoria era parzialmente mediata dal volume mediotemporale. Inoltre, le associazioni tra rapporto Aß42/40, pTau181, e atrofia mediotemporale erano favorevolmente moderati dalla dieta mediterranea. I risultati erano coerenti anche dopo correzione per lo stato di ApoE-ε4. Gli autori concludono:

I nostri risultati corroborano l’ipotesi che la dieta mediterranea sia un fattore protettivo contro il declino della memoria e l’atrofia mediotemporale. Soprattutto, suggeriscono che queste associazioni potrebbero essere spiegate da una diminuzione dell’amiloidosi e della patologia tau. Studi longitudinali e di intervento dietetico dovrebbero esaminare ulteriormente questa congettura e le sue implicazioni per il trattamento”.

Ultimo aggiornamento il 8 Giugno 2021 di Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico

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