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Durata della vita riproduttiva nelle donne e malattia di Alzheimer

Nelle donne, un periodo riproduttivo più lungo è associato a elevati biomarcatori per la malattia di Alzheimer, secondo uno studio pubblicato online sulla rivista “Menopause”.

Jenna Najar, dell’Università di Göteborg, in Svezia, e colleghi hanno esaminato i dati relativi a 75 donne seguite dal 1968 al 1994, valutando la possibile correlazione della lunghezza dell’arco di tempo compreso tra l’età al menarca all’età della menopausa, con i livelli di biomarcatori di Alzheimer nel liquido cerebrospinale.

Dall’analisi statistica, è emerso che un periodo riproduttivo più lungo era associato a livelli più bassi di amiloide-β (Aβ) 42, livelli più alti di P-tau e un rapporto più basso di Aβ42/Aβ40.

Non è stata osservata alcuna associazione, invece, con la T-tau. In particolare, l’età precoce al menarca è stata associata a livelli più elevati di P-tau e un rapporto più basso di Aβ42/Aβ40, ma non sono state osservate associazioni simili per Aβ42 e T-tau. Inoltre, non si sono evidenziate associazioni significative tra età alla menopausa e marcatori per l’Alzheimer.

Stephanie Faubion, direttore medico della North American Menopause Society, ha dichiarato in un comunicato:

Questo piccolo studio di popolazione ha mostrato un’associazione tra la durata della vita riproduttiva (un marker surrogato per l’esposizione agli estrogeni endogeni) e i biomarcatori della malattia di Alzheimer nel liquido cerebrospinale delle donne senza demenza. Questa scoperta deve essere confermata in studi più ampi, ma può essere un altro fattore che contribuisce all’aumento dell’impatto della malattia di Alzheimer nelle donne che, almeno in parte, probabilmente ha a che vedere con l’invecchiamento e l’aspettativa di vita più lunga nelle donne rispetto agli uomini”.

Ultimo aggiornamento il 1 Agosto 2021 di Pierpaolo Benini

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico

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