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Le Misurazioni Di RMN Utili Per La Distrofia Di Duchenne

Le misurazioni di RMN utili per la distrofia di Duchenne

Definiti alcuni biomarker predittivi della perdita di funzionalità

Diversi biomarcatori di risonanza magnetica degli arti inferiori e dei muscoli prossimali possono essere predittivi della futura capacità di deambulazione in pazienti con distrofia muscolare di Duchenne. È quanto ha concluso una nuova ricerca pubblicata su “Neurology”. Tra i biomarcatori più importanti, sono stati individuati la frazione grassa del vasto laterale e del soleo, oltre alle scansioni di risonanza magnetica pesate in T2 del vasto laterale e della capo lungo del bicipite femorale.
Alison Barnard e colleghi dell’Università della Florida a Gainesville hanno condotto uno studio longitudinale coinvolgendo 160 pazienti con distrofia muscolare di Duchenne (età media, 8,6 anni), sottoposti a risonanza magnetica ai muscoli delle estremità inferiori, identificando in particolare la componente grassa dei muscoli, i marker in T2 di progressione della malattia. Per misurare la capacità deambulatoria, sono stati eseguiti il test di camminata e corsa in 10 minuti, il test dei quattro scalini, il test in posizione supina e il test del cammino in 6 minuti. La raccolta dei dati di follow-up è avvenuta a 12, 24, 36 e 48 mesi.
Nel corso del tempo, i biomarcatori con la progressione più rapida nella popolazione di studio sono stati la frazione grassa del vasto laterale, nonché i marcatori di risonanza magnetica pesati in T2 del dello stesso muscolo e del capo lungo del bicipite femorale. Inoltre, i biomarcatori degli arti inferiori erano predittivi delle prestazioni funzionali 12 e 24 mesi dopo.

È emersa anche un’associazione tra l’entità del cambiamento dei biomarcatori rilevati con la risonanza a 12 mesi e la probabilità di miglioramento funzionale, stabilità, declino o perdita di abilità motoria. I più forti predittori della perdita di funzionalità futura, compresa la perdita della deambulazione, sono stati la frazione grassa del vasto laterale e quella del soleo, nonché i marker della risonanza in T2 del vasto laterale e del capo lungo del bicipite femorale.

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