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La risonanza magnetica cerebrale nella porpora trombotica trombocitopenica

Le anomalie all’esame strumentale sono predittive di un deficit cognitivo

Nei pazienti con porpora trombotica trombocitopenica (PTT) acuta che presentano sintomi neurologici, aumenta la probabilità di anomalie riscontrate alla risonanza magnetica cerebrale (RM), associate a un aumento del rischio di deterioramento cognitivo, secondo una ricerca pubblicata sul “British Journal of Haematology” da Ferras Alwan, dello University College London Hospital, e colleghi.
Dati precedenti hanno mostrato che la risonanza magnetica rileva anomalie nell’82% dei pazienti con PTT, mentre la tomografia computerizzata si ferma a una percentuale del 25%. Per questo studio, i ricercatori hanno cercato di valutare la frequenza dei sintomi neurologici e cognitivi utilizzando la risonanza magnetica cerebrale e i test neuropsicologici su 131 pazienti (età mediana di 42 anni [13-93], per il 23% uomini) a cui era stata diagnosticata una PTT acuta tra il 2005 e il 2019.
Nel 56% della coorte sono state osservate anomalie alla risonanza magnetica, associate nella maggior parte dei casi alla sola cefalea. Durante la remissione, nel 27% dei pazienti sono stati riscontrati sintomi cognitivi persistenti: deficit di memoria (66%), problemi di concentrazione (26%) e difficoltà a trovare le parole non secondaria a ictus acuto (26%).
I pazienti con anomalie alla risonanza magnetica avevano punteggi inferiori a quelli senza anomalie sia nel QI verbale (punteggi mediani: 85 vs. 99) sia nel QI di performance (punteggi mediani: 83 vs. 100). Tali anomalie erano nella maggior parte dei casi lesioni iperintense alla materia bianca.

“In conclusione – scrivono gli autori – i sintomi neurologici sono spesso associati ad anomalie rilevate alla RM cerebrale: le lesioni alla sostanza bianca del lobo frontale sono particolarmente significative, poiché portano a una marcata compromissione intellettuale. L’ansia e la depressione erano evidenti in oltre la metà dei pazienti, indipendentemente dal coinvolgimento neurologico alla presentazione.”

Ultimo aggiornamento il 4 Dicembre 2020 di Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico

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