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Gravidanza e puerperio non aumentano il rischio di ictus

L’incidenza di casi praticamente invariata rispetto al normale

Anche se l’ictus acuto durante la gravidanza è estremamente raro, i suoi effetti possono essere devastanti per la madre e la sua famiglia. È per questo che Islam Elgendy della Harvard Medical School di Boston, negli Stati Uniti, e colleghi di altri istituti di ricerca americani hanno condotto uno studio osservazionale, ora pubblicato sul “Journal of American College of Cardiology”, per valutare l’incidenza di ictus acuto o attacco ischemico transitorio (TIA) durante la gravidanza e il puerperio, parametro che un precedente rapporto condotto tra il 1994 e il 2007 davano in leggero aumento.

I ricercatori hanno utilizzato i dati del database Nationwide Inpatient Sample e hanno identificato le donne adulte che negli Stati Uniti sono state ricoverate in ospedale durante la gravidanza, il travaglio e dopo il parto per condizioni legate alla gravidanza.

Tra 37.360.772 ricoveri ospedalieri correlati alla gravidanza tra gennaio 2007 e settembre 2015, 16.694 (0,045%) hanno coinvolto ictus acuto o TIA, inclusi 7872 casi (47,2%) di ictus ischemico o TIA, 5169 casi (31,0%) di ictus emorragico e 3652 casi (21,8%) di ictus non specificato.

L’incidenza di ictus acuto o TIA per 100.000 ricoveri in gravidanza è rimasta sostanzialmente invariata: si è registrato un aumento da 42,8 nel 2007 a 49,5 nel 2010, seguito da un calo a 42,2 nel 2015.

I ricercatori hanno identificato un aumento della prevalenza di diversi fattori di rischio tra i pazienti con ictus acuto o TIA, tra cui obesità, fumo, iperlipidemia, emicrania, difetti del setto atriale, ictus precedente e ipertensione gestazionale. Tuttavia, la prevalenza di altri fattori di rischio tradizionali, come l’ipertensione e il diabete mellito, non è cambiata.

La mortalità in ospedale era quasi 385 volte più alta tra le donne in gravidanza con ictus acuto o TIA rispetto a quelle senza (42,1 per 1000 ricoveri per gravidanza correlati a 0,11 per 1000 ricoveri per gravidanza, rispettivamente). I tassi di mortalità ospedaliera tra i pazienti con ictus acuto o TIA sono diminuiti nel tempo (5,5% nel 2007 contro 2,7% nel 2015).

Ultimo aggiornamento il 24 Febbraio 2020 di Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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