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SLA, quali opportunità per migliorare l’aderenza terapeutica nel paziente con disfagia

La sclerosi laterale amiotrofica è una patologia neurodegenerativa che colpisce i motoneuroni centrali e periferici. Il decorso è caratterizzato da una progressiva compromissione della muscolatura volontaria fino all’exitus, che nella maggior parte dei casi è causato da un’insufficienza respiratoria.

Con l’evoluzione della patologia, la maggior parte dei pazienti va incontro a disfagia che ha un andamento peggiorativo. La disfagia ha importanti conseguenze sulla qualità di vita del malato, ha effetti sulla sopravvivenza, perché causa malnutrizione, e inoltre ha un forte impatto negativo sulla gestione del trattamento e sull’aderenza terapeutica. Va ricordato che a oggi la modalità preferita di somministrazione dei farmaci è quella orale. Quest’ultima tuttavia viene compromessa dal progressivo peggioramento delle capacità di deglutizione del paziente.

Per superare il problema spesso si ricorre alla manipolazione inappropriata del farmaco che consiste nella divisione o frantumazione delle compresse e nell’apertura delle capsule per mischiarle con il cibo o dissolverle in acqua. Queste pratiche determinano una perdita di efficacia del farmaco, perché ne modificano l’assorbimento, la stabilità e l’effetto. Aumentano inoltre, la probabilità di somministrarne un dosaggio sbagliato o insufficiente.

È possibile evitare il ricorso a queste “rischiose” pratiche, utilizzando formulazioni alternative alle capsule o alle compresse. Al riguardo possiamo ricordare che nel nostro Paese da tempo è disponibile il riluzolo (unico farmaco, insieme all’edaravone, raccomandato per rallentare l’evoluzione della patologia) in sospensione orale (5mg/ml). La somministrazione per os viene effettuata attraverso una siringa graduata in ml, da 1 a 10 ml: ogni ml di farmaco contiene 5 mg di principio attivo.

L’assunzione può avvenire direttamente tramite la siringa: il farmaco ha la consistenza di una crema che non richiede diluizione in acqua. Possono beneficiare di questa formulazione i pazienti con disfagia sia per i solidi sia per i liquidi, e i pazienti portatori di PEG. Rispetto alla formulazione “standard” in compresse, riluzolo in sospensione orale presenta diversi “plus”, quali una più facile deglutizione, l’opportunità di proseguire la terapia per più tempo, e soprattutto se impiegato fin dalla diagnosi consente un miglioramento dell’aderenza al trattamento.

Riferimento bibliografico (LINK)  Capece G. et al. La gestione delle terapie farmacologiche nel paziente con SLA. La Neurologia italiana 2019; 1: 18-24.

 

Ultimo aggiornamento il 27 Marzo 2019 di Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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