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Sclerosi multipla, situazione immuno-metabolica e disabilità sono correlati

C’è una correlazione tra situazione immuno-metabolica e disabilità

Nei soggetti con sclerosi multipla recidivante-intermittente, la situazione immuno-metabolica è un fattore determinante per la gravità della patologia, fin dalla sua insorgenza, e di particolare rilevanza è lo stato di obesità. È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato sul “Multiple Sclerosis Journal” da Mario Stampanoni Bassi dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli, in provincia di Napoli, e colleghi dell’Istituto per l’Endocrinologia e l’Oncologia Sperimentale del CNR (IEOS-CNR), del Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche dell’Università di Federico II e dell’Unità di Neuroimmunologia del San Raffaele di Milano.

La ricerca ha coinvolto 140 pazienti con la forma recidivante remittente della malattia: l’analisi statistica ha rivelato che i soggetti obesi avevano già al basale una maggiore frequenza di disabilità alla scala EDSS (Expanded Disability Status Scale) rispetto ai soggetti normopeso. Le analisi hanno dimostrato inoltre in questi soggetti più elevati livelli di IL-6, di leptina e di altre molecole proinfiammatorie, nonché un più basso livello di citochine antinfiammatorie IL-13.

“Questo studio conferma che l’obesità è associata a una maggiore gravità sintomatologica della sclerosi multipla recidivante remittente: in particolare, l’analisi del liquor cerebrospinale ha evidenziato il ruolo della leptina prodotta dalle cellule adipose”, ha commentato Stampanoni Bassi. “Studi precedenti hanno dimostrato che questa molecola è direttamente coinvolta nel complesso rapporto fra metabolismo e infiammazione. I nostri risultati suggeriscono quindi che l’eccessivo peso corporeo, o un profilo lipidico alterato, provochi una maggiore espressività clinica della malattia”.

“Il risultato rafforza ancora di più la prospettiva dell’utilizzo di approcci nutrizionali (per esempio dieta e restrizione calorica) volti a riprogrammare l’infiammazione nei confronti del sistema nervoso centrale”, ha aggiunto Giuseppe Matarese, professore ordinario di Patologia generale dell’Università di Napoli Federico II e coautore dello studio. “Questa idea è anche oggetto di un nuovo Progetto Speciale Finanziato dalla Federazione italiana sclerosi multipla (FISM) che stiamo per iniziare in collaborazione con Neuromed e varie istituzioni della Regione Lazio e della Regione Campania”.

Ultimo aggiornamento il 2 Luglio 2019 di Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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