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Recidive di ictus: prasugrel non inferiore a clopidogrel

Pubblicati i dati dello studio PRASTRO-I su più di 3.700 pazienti

Prasugrel 3,75 mg/die si è dimostrato non inferiore a clopidogrel 75 mg/die nella prevenzione delle recidive di ictus ischemico, infarto del miocardio e morte per altre cause vascolari in uno studio di fase III, randomizzato, in doppio cieco denominato PRASTRO-I.

Pubblicato su  Lancet Neurology a prima firma di Akira Ogawa della Clinica Universitaria di Iwate, in Giappone, lo studio ha coinvolto una popolazione di 3.747 pazienti giapponesi, di età compresa tra i 20 e i 74 anni (età media pari a 62,1 anni), con precedente ictus non cardioembolico nelle precedenti 1-26 settimane. Tutti i soggetti sono stati randomizzati in un rapporto 1:1 a ricevere clopidogrel 75 mg/giorno o prasugrel 3,75 mg/giorno, somministrati per via orale per un periodo variabile tra 96 e 104 settimane.

L’outcome primario dello studio era l’incidenza combinata di ictus ischemico (sia fatale sia non fatale), infarto miocardico e morte per altre cause vascolari nella popolazione intention to treat. L’endpoint di sicurezza era l’incidenza di eventi emorragici, che includevano sanguinamento potenzialmente letale, sanguinamento maggiore e sanguinamento clinicamente rilevante.

Complessivamente, 73 dei 1.885 pazienti del braccio trattato con prasugrel, pari al 3,9%, e 69 su 1.862 del braccio che ha assunto clopidogrel, pari al 3,7%, hanno raggiunto l’endpoint primario (risk ratio pari a 1,05). Inoltre, l’incidenza degli eventi emorragici non differiva significativamente tra i due gruppi di trattamento, con sanguinamento potenzialmente letale riportato nell’1,0% (18 su 1.885) di quelli del gruppo prasugrel e nell’1,2% (23 su 1.862) dei pazienti del gruppo clopidogrel (hazard ratio di 0,77).

I ricercatori sperano che, una volta esaminata la sicurezza e l’efficacia di prasugrel e clopidogrel per ogni sottotipo di ictus, si rendano disponibili informazioni utili per aiutare i medici nella scelta di una terapia antiaggregante appropriata per i pazienti con ictus non cardioembolico.

Ultimo aggiornamento il 27 Marzo 2019 di Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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