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Difendere Dal Caldo I Malati Di Alzheimer

Difendere dal caldo i malati di Alzheimer

Alcune semplici norme per preservare la salute anche d’estate

Disidratazione, stitichezza, riacutizzazione di malattie croniche, oltre naturalmente alle cadute. Sono questi i rischi che corrono i malati di Alzheimer non ospedalizzati, rischi che risultano particolarmente acuti durante il periodo estivo. Le ondate di calore di questi giorni sono state l’occasione per ricordare alcuni semplici norme che possono preservare la salute dei pazienti con demenze.

“Indossare un abbigliamento leggero, ridurre la temperatura corporea con bagni e docce di acqua tiepida, bere con regolarità: tutto diventa più complicato quando si assiste una persona affetta da demenza che non sa comunicare adeguatamente – e la prima cosa da fare è consultare il medico. Occorre infatti verificare che tutti i farmaci siano adeguati, visto che un malato di Alzheimer spesso è affetto da altre patologie, ed eventualmente aggiustare le terapie”, ha sottolineato Orazio Zanetti, primario dell’Unità operativa Alzheimer dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia.

Non vanno peraltro sottovalutati i segni di un possibile peggioramento della demenza.

«La presenza di una malattia anche di lieve entità può rappresentare la causa di un’accentuazione nel livello di confusione nel malato di Alzheimer, oppure della comparsa di irritabilità o agitazione”, ha aggiunto Zanetti. “Talvolta l’agitazione precede di qualche ora la comparsa di sintomi indicativi di malattia, quali per esempio la febbre. Le difficoltà di comunicazione del paziente, tuttavia, rendono spesso difficile l’identificazione tempestiva dei sintomi della malattia concomitante. È necessario dunque rivolgersi al medico curante qualora il paziente presenti un improvviso peggioramento del livello di autonomia o delle capacità intellettive, nonchè allorquando compaia una modificazione comportamentale; prima di accettare le modificazioni, sia nell’autonomia che nel comportamento, come conseguenza della demenza è importante escludere altre condizioni patologiche, quale la disidratazione”.

 

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