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Vitamine E Minerali, Nessun Effetto Sugli Esiti Cardiovascolari

Vitamine e minerali, nessun effetto sugli esiti cardiovascolari

Da una nuova metanalisi di 18 studi non è emerso alcun effetto protettivo della supplementazione

La supplementazione multivitaminica/multiminerale non sembra essere associata a esiti cardiovascolari, malattia coronarica e rischio di ictus, secondo uno studio pubblicato online sulla rivista Circulation: Cardiovascular Quality and Outcomes da Joonseok Kim e colleghi dell’Università dell’Alabama a Birmingham (USA). Gli autori hanno condotto una revisione completa della letteratura disponibile sull’argomento: si tratta di 18 studi, relativi complessivamente a più di due milioni di soggetti e più di 18 milioni anni-persona di follow-up.

Dall’analisi non è emersa alcuna correlazione tra la supplementazione multivitaminica e multiminerale e la mortalità per patologie cardiovascolari, né per malattia coronarica né per ictus (i rischi relativi registrati sono stati pari a 1, 1,02, 0,95, rispettivamente). Non è stata rilevata alcuna correlazione inoltre con l’incidenza di ictus nella popolazione considerata (il rischio relativo è risultato pari a 0,98).

Non è emersa alcuna correlazione tra l’assunzione di integratori e mortalità per patologia cardiovascolare o per malattia coronarica acuta neppure in sottogruppi prespecificati categorizzati per durata di follow-up, età media, periodo di consumo delle supplementazioni, sesso e dopo esclusione dei pazienti con storia di malattia coronarica. Nessun effetto significativo è stato poi rilevato dopo aggiustamenti per dieta, fumo, attività fisica e centro in cui è avvenuto l’arruolamento dello studio.

L’uso di supplementi multivitaminici e multiminerali era associato a un rischio ridotto di incidenza di malattia coronarica acuta (con rischio relativo pari 0,88). Tuttavia, nell’analisi aggregata di sottogruppi di studi randomizzati e controllati, questa correlazione non è rimasta significativa nell’analisi dei sottogruppi (rischio relativo, 0,97, intervallo di confidenza del 95%, da 0,8 a 1,19).

Secondo gli Autori dunque, non c’è alcuna indicazione per una supplementazione di questo tipo per la prevenzione delle patologie cardiovascolari.

 

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