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Uno stetoscopio virtuale per le crisi epilettiche

Messo a punto alla Stanford University, converte l’EEG in suoni

Può essere pensato come una sorta di “stetoscopio cerebrale virtuale” il nuovo algoritmo per computer realizzato da un gruppo di ricercatori della Stanford University che consente di tradurre un elettroencefalogramma in una serie di suoni.

Descritto in un articolo pubblicato sulla rivista Epilepsia, il progetto ha l’obiettivo di permettere anche a caregiver senza una formazione specifica sulla lettura dell’EEG di rilevare le crisi epilettiche in pazienti in coma. La nuova metodica chiaramente non può sostituire gli approcci tradizionali all’interpretazione del tracciato, ma la sonificazione dell’elettroencefalogramma fornisce un potenziale strumento per la rapida valutazione dei pazienti con sospette convulsioni subcliniche.

“La maggior parte delle crisi nei pazienti critici non è di tipo convulsivo e molti pazienti in coma non recuperano perché le crisi si susseguono; inoltre, i pazienti pediatrici con queste crisi silenziose, se sopravvivono, vengono dimessi dagli ospedali con gravi problemi cognitivi”, ha spiegato Josef Parvizi, professore di Neurologia della Stanford University e autore principale dello studio. “Se rilevati in tempo, tuttavia, questi attacchi possono essere trattati rapidamente e i pazienti possono riprendersi senza gravi danni al cervello: è quindi giunto il momento di pensare a metodi alternativi con cui tutti, anche gli studenti di medicina senza una preparazione specifica, possano rilevare tali crisi”.

 

Ultimo aggiornamento il 18 Aprile 2018 di Pierpaolo Benini

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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