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Sclerosi multipla e gravidanza: i dati sui tassi di ricaduta

Dai dati di uno studio retrospettivo emerge un andamento altalenante

Le ricadute di sclerosi multipla diminuiscono durante la gravidanza, aumentano nelle 6 settimane dopo il parto e diminuiscono da 6 a 12 mesi dopo il parto, secondo i risultati di uno studio retrospettivo pubblicato su Neurology da Maria K. Houtchens e colleghi della Harvard Medical School di Boston.
I ricercatori hanno analizzato i dati di 2.158 donne con diagnosi di sclerosi multipla ricavati dal database IQVIA Real-World Data Adjudicated Claims-US per analizzare la frequenza di ricadute e l’uso di farmaci modificanti la malattia prima della gravidanza, durante la gravidanza e dopo il parto. Le ricadute sono state definite come ricovero per sclerosi multipla, accessi al pronto soccorso o visite ambulatoriali con prescrizione di corticosteroidi. I farmaci modificanti la malattia potevano includere autoiniezioni, farmaci orali o infusioni.

Dall’analisi dei dati, è emerso che le probabilità di recidiva erano diminuite durante la gravidanza (odds ratio 0,623), aumentate durante il puerperio (OR 1,710), per finire con un livello più alto durante gli ultimi tre trimestri post-parto (OR 1,216). La quota di donne che assumevano trattamenti modificanti la malattia era piuttosto bassa nel complesso: era di circa il 20% prima della gravidanza, ha toccato il minimo di 1,9% durante il secondo trimestre e il massimo del 25,5% da 9 a 12 mesi dopo il parto. Il trattamento con farmaci modificanti la malattia è diminuito significativamente durante la gravidanza (OR 0,171), è rimasto più basso durante il puerperio (OR 0,361), e si è concluso con un livello più alto durante gli ultimi 3 trimestri dopo il parto (OR 1,259).

Ultimo aggiornamento il 11 Dicembre 2018 di Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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