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Pazienti gottosi a rischio demenza

Correlazione particolarmente forte per anziani e donne

La gotta aumenta il rischio di demenza nel soggetti anziani del 17-20%. La stima viene da uno studio presentato nel corso dell’annuale congresso della European League Against Rheumatism (EULAR), basato sull’analisi dei dati clinici di 1,23 milioni di cittadini americani che beneficiano del programma di assistenza sanitaria Medicare, dei quali più di 65.000 colpiti da demenza. Dopo aggiustamento per diversi fattori di confondimento quali demografia, comorbilità e farmaci comunemente utilizzati, i risultati hanno mostrato che la gotta era correlata in modo indipendente a un incremento del rischio di demenza, risultato ancora maggiore nei soggetti più anziani, nel genere femminile, tra i soggetti di colore e tra i pazienti con diverse comorbilità.

“Il nostro studio ha documentato un notevole incremento del rischio di demenza associato alla gotta nei pazienti anziani”, ha spiegato Jasvinder Singh, professore di epidemiologia dell’Università dell’Alabama a Birmingham, e coautore dello studio. “Occorreranno ulteriori studi per approfondire questa correlazione e comprendere i processi patogenetici che ne sono alla base”.

“Questi risultati sono benvenuti, poiché contribuiscono alla nostra comprensione della correlazione tra acido urico e demenza”, ha commentato Robert Landewé, portavoce del comitato del programma scientifico di EULAR 2018. “Precedenti studi avevano dato risultati contraddittori: alcuni indicavano un aumento del rischio di demenza, altri un ruolo protettivo dell’acido urico”.

Alessandro Visca

Giornalista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.