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CTE nei giovani con epilessia, connessione possibile ma rara

Un piccolo studio pilota della Mayo Clinic ha trovato segni di encefalopatia traumatica cronica in un solo paziente su 10

L’epilessia difficile da trattare potrebbe essere un segno precoce di encefalopatia traumatica cronica (CTE), ma è un’eventualità rara. È quanto emerge da uno studio preliminare di piccole dimensioni pubblicato sulla rivista Neurology da un gruppo di ricercatori della Mayo Clinic di Rochester, nel Minnesota, guidati da Gregory D. Cascino.

Per questo studio pilota, i ricercatori hanno analizzato al microscopio sezioni di tessuto cerebrale di 10 soggetti affetti da epilessia da 24 anni in media, che hanno subito un intervento di resezione corticale extratemporale all’età di 33 anni in media, allo scopo di controllare gli attacchi non completamente controllabili con i farmaci.

Uno dei partecipanti ha mostrato la presenza di lesioni cerebrali sparse causate da grovigli di proteina tau, considerati segni di CTE. Lo stesso soggetto soffriva di attacchi di epilessia da 28 anni prima della chirurgia e aveva una storia di lievi traumi cerebrali causati dagli attacchi. Nei restanti nove soggetti, i ricercatori non hanno trovato prove di CTE.

“Precedenti studi hanno trovato segni di CTE in un quarto o anche un terzo dei pazienti anziani con epilessia, perciò il nostro studio intendeva chiarire se questi segni si potessero ritrovare anche nei soggetti epilettici più giovani”, ha spiegato il principale Autore del lavoro. “Il nostro studio suggerisce come sia improbabile che la proteina tau che si accumula nel cervello possa contribuire a un deficit cognitivo in pazienti giovani con epilessia e con attacchi localizzati che non rispondono alle terapie farmacologiche; solo un soggetto su 10 analizzati ha mostrato segni di CTE: il nostro campione era molto limitato, quindi occorreranno ulteriori studi per confermare i risultati”.

Ultimo aggiornamento il 19 Aprile 2018 di Pierpaolo Benini

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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