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Autismo ed esposizione prenatale a farmaci che influenzano i neurotrasmettitori

Scoperte alcune associazioni, ma con diversi fattori di confondimento

L’esposizione prenatale alla maggior parte dei farmaci che influenzano i sistemi neurotrasmettitori non è associata al rischio di disturbi dello spettro autistico, secondo un nuovo studio apparso sulla rivista JAMA Psychiatry e firmato da Magdalena Janecka, dell’Icahn School of Medicine at Mount Sinai di New York, negli Stati Uniti e colleghi. I ricercatori hanno condotto uno studio caso-controllo che ha coinvolto bambini nati tra gennaio 1997 e dicembre 2007, seguiti fino a gennaio 2015.

Janecka e colleghi hanno identificato 55 gruppi di farmaci che influenzano i sistemi dei neurotrasmettitori prescritti a donne incinte. Il campione analitico includeva 96.249 soggetti: 1.405 casi di soggetti con disturbo dello spettro autistico e 94.844 controlli. L’outcome era rappresentato dall’hazard ratio (HR) e dall’intervallo al 95% per il rischio di disturbo dello spettro autistico associato all’esposizione a diversi gruppi di farmaci aggiustati per fattori di confondimento rilevanti (anno di nascita, età della madre, anamnesi positiva per disturbi psichiatrici o neurologici, numero di diagnosi mediche entro un anno prima dalla nascita).

I ricercatori hanno scoperto che nei modelli completamente aggiustati, cinque dei 34 gruppi di farmaci mostravano associazioni statisticamente significative con la sindrome dello spettro autistico. Sono emerse inoltre prove di effetti di confondimento del numero di diagnosi materne sulla correlazione tra esposizione a farmaci e autismo.

Dopo aggiustamento per questi fattori, le stime del rischio di autismo sono risultate più basse tra i bambini esposti ad agonisti dei recettori cannabinoidi, ad agonisti del recettore muscarinico 2, agli antagonisiti dei recettori per gli oppioidi κ ed ε, o agli agonisti del recettore α2c-adrenergico (hazard ratio: 0,72, 0,49, 0,67, e 0,43, rispettivamente). Stime del rischio di sindrome dello spettro autistico più elevate sono state osservate per l’esposizione agli antagonisti del recettore nicotinico per l’acetilcolina α (hazard ratio, 12,94).

“Quando si valutano gli effetti dell’esposizione prenatale ai farmaci che influenzano i sistemi di neurotrasmettitori, si trova che la maggior parte delle associazioni sono modificate in modo sostanziale quando si tiene conto delle caratteristiche materne”, spiega Janecka.

In conclusione, le correlazioni più forti non sembrano essere dovute agli effetti farmacologici di questi farmaci.

Ultimo aggiornamento il 11 Dicembre 2018 di Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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