skip to Main Content
Cefalea Da Aereo, Nuovi Studi Sui Meccanismi Scatenanti

Cefalea da aereo, nuovi studi sui meccanismi scatenanti

Il mal di testa durante un volo è un’esperienza diffusa, oltre che una patologia classificata come “cefalea da aero” (airplane headache) nell’International Classification of Headache Disorders, (3rd edition).

Un gruppo di ricercatori dell’Aalborg University (Danimarca) ha cercato di individuare le cause di questa sindrome con un nuovo studio che ha utilizzato un simulatore di volo. I risultati sono stati pubblicati sul The Journal of Headache and Pain. Lo studio è stato condotto lda due dottorandi, Torben Petersen e Sebastian Bao Dihn Bui, con la supervisione della professoressa associata Parisa Gazerani.

Analizzando campioni di saliva di coloro che avevano sofferto di mal di testa durante il volo simulato sono stati trovati livelli più alti di cortisolo e prostaglandine PGE2. Il cortisolo è un indicatore comune dello stress, mentre le PGE2, sono solitamente prodotte come risposta una risposta a stati infiammatori.

“I cambiamenti di pressione nella cabina dell’aereo durante il decollo e l’atterraggio possono causare danni tissutali e infiammazioni nei seni: questo provoca il rilascio di prostaglandine PGE2, che possono dilatare i vasi sanguigni nel cervello e causare mal di testa”

afferma Bao Dihn Bui, che aggiunge

“Il livello elevato di cortisolo indica che queste persone sono molto stressate quando volano. Abbiamo già visto che alcuni passeggeri sviluppano ansia e stress quando volano, una condizione che può anche causare mal di testa.”

I ricercatori precisano che questi studi hanno individuato solo due aspetti correlati alle crisi emicraniche in volo e occorre approfondire anche altri aspetti, tuttavia questi risultati sono già sufficienti per avviare dei test sulle possibili terapie del mal di testa da aeroplano. Gli stessi ricercatori sono intenzionati a sperimentare i possibili effetti preventivi dei triptani analizzando campioni di saliva dei passeggeri dell’aeroporto di Aalborg.

Va ricordato che un altro dei fattori sul banco degli imputati per il mal di testa da aeroplano è la disidratazione. L’ambiente interno agli aerei infatti è caratterizzato da un’aria molto secca con un grado di umidità intorno al 10-20% contro il 30-60% di umidità che c’è nell’ambiente esterno. Questa condizione nei viaggi lunghi può portare a una significativa perdita di acqua. Secondo l’Aerospace Medical Association bisognerebbe bere almeno una tazza di acqua per ogni ora di volo.

 

Ultimo aggiornamento il 1 Dicembre 2017 di

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

Back To Top